WHIRLPOOL EMBRACO: CHI PRENDE SOLDI PUBBLICI DEVE RIMANERE IN ITALIA. IL GOVERNO PRENDA PROVVEDIMENTI CONTRO LE MULTINAZIONALI CHE PRENDONO SOLDI E POI SCAPPANO

È ora che i governi passino dalle parole ai fatti nei confronti di multinazionali come il gruppo Whirlpool che controlla la Embraco.

Dopo la rottura del tavolo di trattativa presso il Mise è ora che il governo prenda provvedimenti contro le multinazionali straniere che arrivano in Italia e sfruttano vantaggi fiscali e politiche pubbliche di sostegno all’occupazione e poi scappano lasciandosi dietro lavoratori licenziati o la cassa integrazione.

Non si gioca sulla pelle dei lavoratori.

Chi prende soldi pubblici deve rimane in Italia e rispettare gli impegni presi.

Il governo agisca contro la Whirlpool.

Giorgio Airaudo

LA STRADA CHE PORTA ALLA LIBERTÀ E ALL’UGUAGLIANZA LA COSTRUIREMO INSIEME

Oggi è stata una bellissima giornata di campagna elettorale.

A #Pinerolo ho incontrato le lavoratrici e i lavoratori della ACEA e i pendolari in stazione.

Essere da sempre tra le persone, ascoltare problemi ed esigenze, ipotizzare e promuovere soluzioni concrete è ciò che ha permesso di costruire il Programma di #LiberieUguali.

Le persone con cui ho parlato oggi erano precari, impiegati, operai, pensionati, disoccupati. Abbiamo parlato di precarietà, diritti, occupazione, della necessità non più rinviabile di investire sui trasporto pubblico locale e di riaffermare con determinazione l’inutilità della #TAV.

La mia giornata si è conclusa in compagnia delle persone che si stanno impegnando in questo progetto, ai tanti che hanno deciso di venire ad ascoltare e conoscere il nostro programma e agli altri candidati del pinerolese Enrica Pazè, Laura Zoggia e Lorenzo Tibaldo.

Di giornate come questa, di discussione e confronto costruttivo, ce ne saranno molte altre.

Unisciti a noi, perché la strada che porta alla libertà e all’uguaglianza la costruiremo insieme.

Giorgio Airaudo

EMBRACO: CARO CALENDA ORA I FATTI, NON DICHIARAZIONI

Lo diciamo da quando sono stati annunciati i licenziamenti alla Embraco, non è al management brasiliano ma alla Whirlpool, che controlla l’azienda, che bisogna chiedere il ritiro dei licenziamenti e un impegno industriale per il futuro.

Lo diciamo al Ministro Calenda, il Governo lo deve pretendere ora. Necessari fatti oltre le dichiarazioni.

Giorgio Airaudo

LA RIDUZIONE D’ORARIO TUTELA IL LAVORO E CREA NUOVA OCCUPAZIONE

L’accordo sottoscritto in Germania tra il sindacato dei metalmeccanici e gli industriali dimostra che si può ridurre l’orario di lavoro e aumentare i salari mettendo al centro l’essere umano e i suoi tempi di vita. Ora è necessario che questo tema diventi centrale nell’agenda politica del Paese.

Per rilanciare l’economia reale non servono controlli o braccialetti vari. Occorre sfidare il sistema delle imprese a investire su una vera innovazione che ridia valore e reddito al lavoro.

 La riduzione dell’orario di lavoro crea buona occupazione, ricostruisce diritti per tutti in alternativa alla precarietà. Una possibilità soprattutto per i giovani che con il Jobs Act sono stati condannati ad una precarietà infinita con il lavoro a ‘cambiale’ legato agli incentivi.

Per Liberi e Uguali la riduzione dell’orario di lavoro è la priorità per tutelare il lavoro che già c’è e per crearne di nuovo.

Giorgio Airaudo

ABBIAMO BISOGNO DI RICONQUISTARE TUTTO QUELLO CHE CI HANNO TOLTO E DI PRENDERCI TUTTO QUELLO CHE NON ABBIAMO MAI AVUTO

Con convinzione ho scelto di accettare la candidatura che Liberi e Uguali con Pietro Grasso ha voluto offrirmi per le Elezioni Politiche del 4 marzo 2018 come capolista nel Collegio plurinominale Senato – Torino e nel Collegio uninominale Senato 03 Torino – Collegno.
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Grazie a tutti coloro che hanno visto in me una figura adatta a rappresentare il territorio in questa importante sfida.

Una conferma che il lavoro svolto alla #Camera negli ultimi cinque anni è stato utile per il Paese e riconosciuto anche dal mio territorio d’origine. “Liberi e Uguali” con Pietro Grasso rappresenta una nuova proposta per una sinistra unita, forte ma soprattutto utile, capace di dare nuovamente rappresentanza a quel mondo del lavoro che da troppo tempo si è sentito abbandonato e anche “tradito”.

Negli ultimi cinque anni abbiamo visto fare dal PD una serie di autogol clamorosi sul lavoro, dall’approvazione del #JobsAct, alla “Buona Scuola”, alle pensioni: politiche di destra e favori ai poteri forti.

Per questo motivo negli ultimi 5 anni ho presentato in Parlamento oltre 150 atti, tra interrogazioni, mozioni, interpellanze e ordini del giorno e sono stato co-firmatario di oltre 100 proposte di legge presentando in prima persona
14 proposte tra le quali:
 ripristino dell’art.18;
 commissione d’inchiesta TAV;
 “Green New Deal” contro la
recessione e la disoccupazione;
 misure per il reinserimento lavorativo
dei disoccupati over 50;
 regolamentazione delle nuove forme
di lavoro (Gig Economy);
 regolamentazione dell’accesso al
sistema pensionistico.

Andiamo avanti insieme.

Abbiamo bisogno di riconquistare tutto quello che ci hanno tolto e di prenderci tutto quello che non abbiamo mai avuto.

 

WHIRLPOOL: GENTILONI INCONTRI I LAVORATORI

L’impatto sociale ed economico della chiusura dello stabilimento di Riva sarebbe enorme, soprattutto in un contesto produttivo e del lavoro già colpito da altre chiusure o riduzioni di organico.

Non è accettabile che un’Azienda, anche se ha perso nell’indice borsistico di New York nell’ultimo anno, possa decidere in perfetta autonomia di chiudere uno stabilimento, senza neppure pensare ad una riconversione o a una diversa strategia produttiva.

Il lavoro e gli operai non sono e non possono essere considerati alla stregua di un mero elemento della produzione di cui disfarsi all’occorrenza.

Il venire meno di molti strumenti di tutela del lavoro e dei lavoratori, smantellati negli ultimi anni, danno forza a scelte scellerate delle aziende.

Ho presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio, perchè è necessario che non solo il Mise o il Ministero del Lavoro intervengano in questa vicenda, ma che lo stesso Presidente Gentiloni si faccia carico della vicenda, a partire da un incontro con i lavoratori, e indichi iniziative che blocchino comportamenti che ledono molti principi della nostra Carta costituzionale.

Giorgio Airaudo

LA LEZIONE DELLA THYSSEN NON E’ SERVITA. SERVE PIU’ ATTENZIONE ALLE DONNE E GLI UOMINI CHE LAVORANO.

Purtroppo siamo di fronte a un aumento di incidenti e infortuni sul lavoro. Oggi un altro grave incidente alla Vaber di strada San mauro a Torino.
Sembra che la lezione Thyssen funzioni per ricordare, ma non per la prevenzione.
Nella crisi si sono abbassate le tutele, c’è stata una deregolamentazione dal punto di vista legislativo, mancano le risorse. Gli ispettori sono stati lasciati soli. Serve più attenzione agli uomini e alle donne che lavorano.
Il conto economico si può sacrificare, le vite umane no.
Giorgio Airaudo

THYSSENKRUPP: DOPO DIECI ANNI LE IMPRESE NON HANNO IMPARATO LA LEZIONE. SI PUNTA AL PROFITTO E SI SACRIFICA LA SICUREZZA

 

Ho ancora un ricordo nitido e doloroso di quella notte.

Quando arrivai trovai una scena di disperazione, come di impotenza. Quanto avvenuto alla Thyssen fu una strage, e la parola strage non dovrebbe mai essere accostata alla parola lavoro.

Su quanto avvenuto a Torino nella notte del 5 dicembre 2007 c’è stato un ottimo lavoro della magistratura, meno da parte del mondo politico e imprenditoriale che non hanno imparato la lezione. Nessuna autocritica, nessuna riflessione. E anche oggi la sicurezza sui luoghi di lavoro non è sempre al primo posto in una azienda.

Lo stabilimento Thyssen era in via di dismissione, ma si continuava a lavorare per produrre fino all’ultimo risparmiando sulla sicurezza.

Fecero bene Guariniello e il suo pool a parlare di incendio doloso e omicidio volontario per i dirigenti dello stabilimento di Torino, perché nei processi di ristrutturazione spesso si abbassa la guardia.

Su questo punto mi sarei aspettato una riflessione del mondo delle imprese. La ricerca del massimo profitto e della maggiore competitività deve avere un limite. Invece negli ultimi venti anni si è affermata una cultura che pensa solo ad aumentare il profitto ai danni della componente umana.

Va mantenuta alta l’attenzione, gli infortuni e gli incidenti mortali sul lavoro sono in aumento. Mentre gli ispettori sono pochi, le risorse scarse e gli strumenti legislativi sono stati destrutturati.

La situazione in questi dieci anni, purtroppo non è migliorata.

 

Giorgio Airaudo

ART. 18: POLETTI FA DISINFORMAZIONE, I CONTENZIOSI CALANO PERCHE’ IL JOBS ACT HA LASCIATO AI LAVORATORI IL CONTO DA PAGARE PER GLI AVVOCATI

Poletti fa disinformazione. In Italia calano i contenziosi lavoristici non perché hanno fatto norme certe come il Jobs Act, come dice Poletti, ma perché le riforme di cui parla hanno lasciato soli i lavoratori nella battaglia a difesa del proprio posto di lavoro cancellando il gratuito patrocinio e lasciando al lavoratore il pagamento delle spese.

Poletti dovrebbe poi spiegare, visto che va tutto bene, il grande aumento dei licenziamenti incolpevoli e di quelli collettivi che stanno rafforzando la precarietà e generando insicurezza sociale.

Poletti, se vuole davvero fare bene il ministro del Lavoro dovrebbe promuovere misure contro i licenziamenti ingiustificati, contro i licenziamenti collettivi indiscriminati, soprattutto dove non è previsto un piano di ricollocazione sociale, ripristinare pienamente il ruolo delle rappresentanze dei lavoratori in azienda e nei rapporti tra datori di lavoro e dipendenti e rimettere le tutele previste dall’Art. 18 cancellato dal Jobs Act.

Il ministro del lavoro in Italia, come ci hanno insegnato Donat-Cattin e Brodolini, dovrebbe essere il ministro dei lavoratori e non delle imprese.

Giorgio

ART. 18: IL PD LASCIA APERTE LE PORTE GIREVOLI PER IL LICENZIAMENTO DEI LAVORATORI

Il problema non sono le porte aperte nei rapporti tra le forze politiche.

Il Pd insabbiando nostra proposta di ripristinare e allargare l’art. 18 ha tenuto aperte le porte girevoli per il licenziamento dei lavoratori.

Giorgio Airaudo, relatore di minoranza e firmatario della proposta di Sinistra Italiana e MDP per ripristinate l’Art.18 dello Statuto dei lavoratori.