PMT DI PINEROLO: TUTELARE L’OCCUPAZIONE E CAMBIARE LA NORMATIVA PER GARANTIRE IL SOSTEGNO AL REDDITO ANCHE NEI PERIODI DI ESERCIZIO PROVVISORIO

Ho presentato un’interrogazione per chiedere che il Governo intervenga per salvaguardare l’occupazione della PMT Italia Spa di Pinerolo, con circa  200 lavoratori,  che  è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Torino  31 gennaio 2017 e per la quale il Tribunale ha disposto l’esercizio provvisorio di impresa.

Attualmente è in corso una trattativa con azienda della Repubblica Ceca per acquisizione PMT, senza che al momento vi siano certezze nella salvaguardia dei posti di lavoro.

La vicenda della PMT è paradigmatica della gravissima crisi industriale che coinvolge nel nostro Paese l’intero sistema produttivo, che produce dispersione di altissime professionalità e la continua acquisizione di know how da parte di acquirenti stranieri che al contempo non garantiscono in alcun modo i livelli occupazionali.

L’esercizio provvisorio è stato avviato a febbraio con 42 lavoratori impiegati, mentre altri 178  sono stati sospesi senza alcun sostegno al reddito.

Si rende pertanto assolutamente necessario a tutela dei lavoratori PMT, che il Governo proceda a modifiche normative che reintroducano ammortizzatori sociali di tipo conservativo al fine di  garantire un sostegno al reddito dei lavoratori anche nella fase di transizione dell’esercizio provvisorio.

Giorgio

 

 

Testo dell’interrogazione presentata:

Interrogazione_PMT_Airaudo_16_02_2017

 

ANCHE BOERI (INPS) CONFERMA CHE I VOUCHER NON SONO SERVITI A COMBATTERE IL LAVORO NERO

 

L’audizione in commissione Lavoro del Presidente dell’Inps Boeri, ha rotto l’ipocrisia che voleva i voucher come lo strumento per far emergere e combattere il lavoro nero.

Ma allora, se così non è stato, come lo stesso Boeri ha confermato, a cosa sono serviti?

I voucher hanno svalutato il valore del lavoro e aumentato la ricattabilità dei lavoratori, non è un problema di controlli come qualcuno vuole fare credere.

I voucher hanno esteso la precarietà, le diseguaglianze e l’insicurezza sociale.

Penso che sia urgente e necessario abolirli, adottando un nuovo strumento che permetta di contrattualizzare e tutelare il lavoro occasionale all’interno di una cornice di regole chiare e non aggirabili.

Giorgio

REFERENDUM SOCIALI CGIL: GOVERNO IN RITARDO SU DATA REFERENDUM, DA OGGI OGNI GIORNO CHIEDEREMO IN AULA CHE VENGA FISSATO REFERENDUM

Il governo rispetti i tanti cittadini che hanno chiesto il referendum sul lavoro e fissi la data per il voto referendario. Sinistra Italiana chiede da tempo l’unificazione in un election day del voto amministrativo con i referendum sociali promossi dalla CGIL. Il governo è in ritardo. Da oggi, ogni giorno, alla fine della seduta della Camera dei Deputati, i deputati di Sinistra Italiana prenderanno la parola a turno per chiedere che il governo fissi la data per il voto.
Giorgio
Il mio intervento alla Camera

La sinistra che vogliamo

La sinistra che vogliamo

Il Manifesto

– Giorgio Airaudo e Giulio Marcon, 26.01.2017

 Il «laboratorio» della sinistra è ormai partito. Il 28 gennaio si riunisce Possibile, a febbraio il primo congresso di Sinistra Italiana e ad aprile il congresso di Rifondazione Comunista. Nel frattempo il 21 gennaio è svolta l’assemblea dei Comitati per il No e l’11 (a Roma) e il 18 dicembre (a Bologna) si sono riunite le reti delle liste civiche e delle associazioni. In primavera si terranno i referendum promossi dalla Cgil. E le elezioni politiche sia che si tengano a giugno che a febbraio del 2018 sono alle porte. Ci sono alcuni punti su cui riflettere.

Primo. La crisi perdura in modo feroce. La profezia di Krugman di una lunga stagnazione dopo gli anni del crollo si sta avverando. Non sarà lo zero virgola a cambiare le cose nei prossimi mesi e anche le locomotive del Pil mondiale arrancano. In Italia le cose vanno peggio.

A questi tassi di crescita, ci vorrà ancora una decina d’anni per tornare allo stesso livello del Pil del Nel frattempo il Censis ci dice che 10 milioni di italiani rinunciano a curarsi per mancanza di soldi, l’Istat che più di un giovane su tre non ha lavoro e che la povertà assoluta è tornata a crescere: 4milioni e 600mila italiani nel 2016.

Secondo. L’Europa. È diventata nel corso di questi anni non la soluzione, ma parte del problema. Uscire dall’euro risolverà i problemi? Fare l’euro senza politiche comuni è stato un grave errore. Ma è un errore anche pensare che senza euro sarebbe possibile tornare a fare politiche keynesiane. Se si dovesse uscire dall’euro il segno sarà quello della destra nazionalista e non quello della sinistraradicale. I lavoratori hanno pagato un enorme prezzo per entrare nell’euro: non gliene facciamo pagare un altro per uscirne.

Serve un «aggiustamento radicale», dice Varoufakis: politiche comuni, democratizzazione della Bce, conferenza del debito, ecc. Non ci sono i rapporti di forza? Perché ci sono forse i rapporti di forza per uscire dall’euro senza il rischio di una catastrofe sociale?

Terzo. L’Italia ha sofferto più di altri questa crisi, ma l’ha affrontata con gli stessi strumenti del neoliberismo europeo ed atlantico: riduzione della spesa pubblica, precarizzazione del lavoro, privatizzazioni, mercato. Prima con la tecnocrazia di Monti, poi con il populismo dall’alto di Renzi, le politiche seguite sono state le stesse: quelle neoliberiste, con risultati economici catastrofici, conseguenze sociali drammatiche, un sistema industriale devastato. Le imprese italiane sono state svendute al miglior offerente o (come la Fca/Fiat) se ne sono andate: il nostro paese è diventato una sorta di bad company del modello neoliberista globale.

Quarto. Il Pd Renzi o non Renzi ha alzato bandiera bianca di fronte alla destra. Ed è questo che rende impossibile alcuna coalizione o le primarie con un partito che ha fatto politiche neoliberiste. C’è una mutazione strutturale e irreversibile che ha trasformato il Pd, da «partito» di centro-sinistra a «partito della nazione», coacervo di comitati elettorali. La minoranza del Pd che ha alternato afonia politica ed errori madornali appare assolutamente ininfluente e residuale.

Quinto. Il centro-sinistra è morto. Dobbiamo invece costruire una sinistra alternativa, fondata sull’autonomia e non sull’opportunismo di alleanze spurie. Il congresso di Sinistra Italiana può dare un decisivo contributo, ma senza autosufficienza. Solo un campo aperto di una politica diffusa e plurale fatto di partiti, movimenti, associazioni, liste civiche, territoriali, organizzazioni del lavoro, ecc. può ricostruire una cultura politica che si sottrae ad un politicismo rifiutato da chi a sinistra non va più a votare. Si tratta poi di prepararsi alle imminenti elezioni. In coalizione con questo Pd non si può andare. E nemmeno con tre più liste diverse alla sinistra del Pd o con una lista frutto di accordi dell’ultimo minuto.

Serve da subito un processo di contaminazione capace di costruire una cultura politica comune fondata sull’autonomia ed un progetto convincente di trasformazione. E serve una leadership corale capace di federare e di interpretare anche con la propria storia personale nelle lotte sociali e per i diritti- la volontà di unità e di cambiamento che ci ha consegnato il voto del 4 dicembre. A queste condizioni è possibile mantenere aperta la costruzione di una sinistra capace di dare voce alle domande di cambiamento del paese.

L’unica proposta di legge per abolire i Voucher e per restiuire i diritti ai lavoratori è quella presentata da Sinistra Italiana.

Tre milioni di Italiani hanno firmato per i Referendum abrogativi proposti dalla CGIL.  E’ grave che il Governo non accolga la richiesta che arriva da così tanta parte della società, la quale chiede di cambiare leggi ingiuste e inique, che incidono pesantemente sulla vita reale delle persone.

SULL’ARTICOLO 18: nei primi undici mesi 14 mila licenziamenti disciplinari a cui si aggiungono quelli economici e collettivi. 

Sinistra Italiana chiede che la proposta di  iniziativa popolare proposta dalla CGIL venga assunta dal Parlamento restituendo agli italiani uno Statuto dei Lavoratori che oggi, di fatto, risulta svuotato nella sua sostanza dai diversi governi che si sono susseguiti e che hanno avuto come unico comune denominatore quello di mercificare il lavoro e ridurre i diritti.

SUI VOUCHER:  nati per regolarizzare il lavoro accessorio sono diventati uno strumento corrosivo ed inquinante che svaluta il lavoro e la vita della persone, non vanno riformati ma eliminati. Sinistra Italiana ha pertanto presentato una proposta finalizzata alla loro abrogazione.

APPALTI: sono milioni le lavoratrici e i lavoratori che lavorano in appalto e subappalto, spesso per il Pubblico, ritrovandosi in condizioni di lavoro di volta in volta peggiorative rispetto alle precedenti, con meno diritti e retribuzioni inferiori. E’ necessario fare un passo avanti nella direzione delle tutele e delle garanzie.

Il Parlamento se vuole può cambiare rotta. Il Referendum segna un punto nodale sul destino di questo Governo. Il Parlamento ascolti le richieste che milioni di cittadini hanno avanzato attraverso le forme di partecipazione democratica  previste dalla nostra Costituzione.

Si legiferi approvando la legge di iniziativa popolare, restituendo diritti e dignità al lavoro e poi si torni subito alle urne, nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori. Quelli di oggi e di domani.

Giorgio

 

Per saperne di più leggi la mozione presentata da Sinistra Italiana:

Italicum, sentenza della Consulta e licenziamenti nella grande distribuzione. Il mio intervento a Tagadà, La7.

Oggi pomeriggio sono stato ospite a Tagadà, La7, per parlare dell’attesa sentenza della Corte Costituzionale che dovrà pronunciarsi sulla legittimità dell’Italicum.

Nel mezzo il confronto sui sistemi elettorali, maggioritario e proporzionale.

Nel corso della trasmissione ho inoltre espresso la mia opinione circa la drammatica ristrutturazione aziendale annunciata da Carrefour, che coinvolge all’attualità circa 500 lavoratori in Italia che rischiano il licenziamento e che si aggiungono ad alcune altre centinaia di esuberi già annunciati nella grande distribuzione.

Spetta a noi mettere al centro dell’azione politica la questione democratica che riguarda tanto la rappresentanza istituzionale quanto il mondo del lavoro.

Giorgio

  • Video Tagadà – LA7 (dal minuto 00h39):

 

 

 

 

REFERENDUM: PRONUNCIAMENTO DELLA CONSULTA. ANALISI, STRUMENTI E PROSPETTIVE. I MIEI INTERVENTI

Qui di seguito i miei interventi con Sinistra Italiana per definire e delineare l’evoluzione del costrutto sul tema del Lavoro a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale sui Referendum promossi dalla CGIL.

Giorgio

 

Referendum Jobs Act – Conferenza stampa di Giorgio Airaudo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I tre Referendum abrogativi sulla riforma del lavoro: intervista a Giorgio Airaudo sul giudizio di ammissibilità della Corte Costituzionale

 

Tg 1  – Referendum Jobs Act – 11 gennaio 2017

 

Tg 2 – Referendum Jobs Act – 11 gennaio 2017

 

Tg 3 – Referendum Jobs Act – 11 gennaio 2017

 

La 7 – Referendum Jobs Act – 11 gennaio 2017

 

UNA PROPOSTA DI LEGGE PER CANCELLARE VOUCHER

Sinistra Italiana ha presentato una proposta di legge per cancellare i voucher che sono uno strumento inquinato e inquinante del mercato del lavoro.

Per le prestazioni occasionali va costruito uno strumento ad hoc che non sia il buono perché questo non ha funzionato. E’ stato un errore progettarli in quel modo, ed è stato un errore estenderli. Singole casistiche di lavoro possono essere normate in modo specifico, ma da uno strumento nuovo. I voucher sono lo strumento del ricatto e dell’impoverimento dei lavoratori.

La Consulta è stata incoerente e contraddittoria sul quesito sull’articolo 18.

Nel 2003 fu ammesso un quesito sull’articolo 18 con le stesse caratteristiche. Oggi e’ stato respinto. C’è un’evidente incoerenza. In Italia i licenziamenti disciplinari sono in aumento, + 27%, e vanno fermati. Il Parlamento intervenga sull’art. 18.

Giorgio Airaudo