ART. 18: POLETTI FA DISINFORMAZIONE, I CONTENZIOSI CALANO PERCHE’ IL JOBS ACT HA LASCIATO AI LAVORATORI IL CONTO DA PAGARE PER GLI AVVOCATI

Poletti fa disinformazione. In Italia calano i contenziosi lavoristici non perché hanno fatto norme certe come il Jobs Act, come dice Poletti, ma perché le riforme di cui parla hanno lasciato soli i lavoratori nella battaglia a difesa del proprio posto di lavoro cancellando il gratuito patrocinio e lasciando al lavoratore il pagamento delle spese.

Poletti dovrebbe poi spiegare, visto che va tutto bene, il grande aumento dei licenziamenti incolpevoli e di quelli collettivi che stanno rafforzando la precarietà e generando insicurezza sociale.

Poletti, se vuole davvero fare bene il ministro del Lavoro dovrebbe promuovere misure contro i licenziamenti ingiustificati, contro i licenziamenti collettivi indiscriminati, soprattutto dove non è previsto un piano di ricollocazione sociale, ripristinare pienamente il ruolo delle rappresentanze dei lavoratori in azienda e nei rapporti tra datori di lavoro e dipendenti e rimettere le tutele previste dall’Art. 18 cancellato dal Jobs Act.

Il ministro del lavoro in Italia, come ci hanno insegnato Donat-Cattin e Brodolini, dovrebbe essere il ministro dei lavoratori e non delle imprese.

Giorgio

A FIANCO DEI LAVORATORI DELL’ILVA GENOVA E DELLA FIOM PER DIFENDERE IL LAVORO

Sinistra Italiana è al fianco dei lavoratori che stanno occupando lo stabilimento Ilva di Genova Cornigliano.
La difesa del lavoro e dell’occupazione è per noi la priorità del Paese. Le garanzie del governo sul piano industriale, che a livello nazionale taglia 4.000 posti di lavoro dei quali 600 a Genova, presentato dalla nuova proprietà del gruppo siderurgico sono inaccettabili.
Il governo ci deve convincere di non avere fatto un pasticcio accettando i tagli e scambiando i diritti dei lavoratori con il Jobs Act. Ora di fronte a questa situazione c’è un’unica strada percorribile: Il governo, i commissari e l’azienda aprano un’autentica trattativa partendo dalla salvaguardia di tutti i posti di lavoro, indotto compreso, senza la tagliola del Jobs Act.
Le nuove norme renziane sul lavoro non solo non hanno creato nuova occupazione, ma hanno svalutato il lavoro esistente esponendo i lavoratori al ricatto della multinazionali.
Nei prossimi giorni saremo a Genova con i lavoratori.
Giorgio Airaudo

GENTILONI FACCIA UNA COSA DI SINISTRA E BLOCCHI AUMENTO AUTOMATICO DELL’ETA’ PENSIONABILE

 Si allarga il fronte di quanti stanno chiedendo lo stop all’innalzamento automatico dell’età pensionabile.
Un fronte variegato visto che comprende un Ministro e un Presidente di Commissione, oltre alle rappresentanze sindacali e forze politiche di opposizione.
E’ necessario rinviare in maniera strutturale l’adeguamento automatico.
Il premier Gentiloni faccia una cosa di sinistra e impedisca questo ennesimo schiaffo ai danni di tanti lavoratori e lavoratrici.
Solo l’idea di alzare ancora l’età minima per andare in pensione è da irresponsabili. Già oggi in Italia si lavora molto di più che negli altri paesi dell’Ue, semmai andrebbe cancellata la legge Fornero per permettere a chi ha i requisiti di andare in pensione prima.
Mandare i lavoratori in pensione più tardi non serve a nessuno, neanche alle imprese.
In questi anni i lavoratori sono stati usati come Bancomat per mettere a posto i conti, come la riforma Fornero insegna.
Per riparare i danni prodotti serve una riforma che riduca l’età pensionabile distinguendo e riconoscendo la fatica nei diversi lavori.
Giorgio Airaudo

LAVORATORI GIG ECONOMY DA FREELANCE O COLLABORATORI A DIPENDENTI Risoluzione di Sinistra Italiana-Possibile in commissione Lavoro

L’economia italiana è entrata nell’epoca caratterizzata dal dominio del digitale e accanto a nuove possibilità offerte nel mondo del lavoro si sono diffuse anche nuove pratiche di ipersfruttamento dei lavoratori. La Gig economy ne è la dimostrazione. L’esempio più clamoroso è quello di Foodora, società attiva nel servizio di consegna a domicilio mediante l’utilizzo di una piattaforma digitale. La crescita dei servizi prestati ai clienti ha di fatto diminuito i salari e le tutele dei lavoratori e pone un problema dell’inquadramento dei lavoratori della Gig economy.

Ho presentato una risoluzione in commissione Lavoro di Montecitorio che impegna il Governo ad assumere iniziative, anche normative, per definire un quadro di tutele e diritti per i lavoratori della Gig economy.

I fattorini e i promoter che lavorano per Foodora Italia o Deliveroo non sono dipendenti, prosegue Airaudo, ma liberi professionisti assunti con un contratto di collaborazione coordinata, senza nessun diritto a ferie, copertura per infortuni o malattie pagate. Quest’attività lavorativa, si colloca in una zona grigia tra il lavoro da freelance e quello da dipendente. E’ necessario intervenire per restituire dignità alle persone e al lavoro e contrastare l’idea che questo lavoro sia un modo di guadagnare andando in bici. Vanno introdotte misure di contrasto all’ultra precarietà di lavori con un livello di retribuzione troppo basso per permettere a un lavoratore di sopravvivere lavorando esclusivamente nella Gig economy. I contratti di lavoro della Gig economy, poiché si concretizzano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e con modalità di esecuzione organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro, vanno ricondotti alla disciplina del rapporto di lavoro subordinato. L’Italia in questi anni ha perso migliaia di posti di lavoro ed ha una disoccupazione giovanile altissima non può confinare intere generazioni tra disoccupazione e lavoro povero.

 

Giorgio

 

COMITAL DI VOLPIANO: INACCETTABILE LA CHIUSURA DELLO STABILIMENTO. NON DEVONO PAGARE I LAVORATORI L’INCAPACITA’ DI CHI HA GESTITO L’IMPRESA IN QUESTI ANNI. INTERROGAZIONE URGENTE IN PARLAMENTO

L’inatteso annuncio della chiusura dello stabilimento e il licenziamento collettivo dei 138 dipendenti della Comital di Volpiano con la messa in liquidazione volontaria della società va respinto. E’ inaccettabile che siano licenziati tutti i lavoratori da parte di un’azienda che ha prodotti e mercato, facendo pagare a chi lavora l’incapacità di chi ha gestito l’impresa in questi anni.

Nella prima metà di luglio tutti i lavoratori avevano già scioperato per tre giorni per sollecitare l’azienda a presentare un credibile piano industriale in grado di rilanciare l’attività produttiva, ma questo non era mai arrivato; La proprietà della Comital fino a due anni fa era di Corrado Ariaudo, che ha ceduto alla AEDI il ramo di attività della laminazione, conservando però la proprietà degli immobili industriali del sito di Volpiano e dei marchi Cuki, Domopack, Arifles, Fts.

La vendita del ramo d’impresa e ora la chiusura sono un tentativo dell’imprenditore di massimizzare il profitto con la vendita spacchettata dell’azienda e la volontà della nuova proprietà di trasferire in Francia o altrove la produzione a tutto danno e detrimento dell’economia italiana, del territorio di Volpiano e della distruzione dei posti di lavoro, delle competenze professionali e delle capacità produttive in un territorio che ha già pagato duramente la crisi di questi anni;

la Regione Piemonte già a giugno aveva dichiarato la propria disponibilità a mettere in campo gli strumenti a propria disposizione per salvaguardare i posti di lavoro e la produzione sul territorio, ma va revocata la decisione di chiudere l’azienda.

i lavoratori, riuniti in assemblea il 31 luglio, hanno deciso il presidio permanente dell’azienda per opporsi alla cessazione dell’attività e al licenziamento.

Ho presentato una interrogazione urgente al Ministro dello sviluppo economico al Ministro del lavoro per sapere quali iniziative intendano attivare per impedire la chiusura della Comital salvaguardando la produzione sul territorio di Volpiano, i posti di lavoro e impedendo il danneggiamento dell’economia italiana.

Giorgio

RICERCATRICE LICENZIATA: ON. GIORGIO AIRAUDO (SINISTRA ITALIANA), INTERROGAZIONE ALLA MINISTRA FEDELI. SERVONO TUTELE PER I PRECARI DELLA SCUOLA

comunicato stampa

“Barbara Dal Bello ha 37 anni, per 15 anni ha lavorato con diverse tipologie contrattuali per l’Università degli Studi di Torino. A maggio si è vista negare il rinnovo della borsa di studio da 1100 euro al mese perché incinta. Ormai diamo per scontato che per avere un lavoro si debba essere disposti a tutto, anche a rinunciare a fare un figlio”. Lo afferma il deputato di Sinistra Italiana Giorgio Airaudo.

“Nella vicenda di Barbara ci sono due diversi ordini di problemi: non si comprende perché l’Università di Torino non abbia cercato una soluzione per permetterle di conservare un contratto con mansione idonea al suo stato, risolvendo “semplicemente” il problema escludendola dal rinnovo, inoltre c’è l’idea che questo governo ha del lavoro e in particolare della Ricerca. In materia di occupazione, i giovani e le donne pagano il prezzo più alto, spesso giustificato strumentalmente attraverso la perdurante crisi economica. Ma in è in particolare nel nostro Paese che non si sono favorite idonee politiche finalizzate al superamento della disoccupazione giovanile e della discriminazione di genere. In sintesi, essere giovani, donne e in gravidanza determina nel 2017, ancora, esclusione. In tal senso, serve un intervento legislativo ampio che preveda tutele e maggiori garanzie anche ai precari della scuola” continua il deputato di sinistra Italiana.

“Per fare chiarezza e chiedere soluzione per Barbara e per chi come lei subisce le stesse discriminazioni, ho presentato una interrogazione urgente alla quale la Ministra Valeria Fedeli risponderà in Aula domani durante il Question Time delle ore 15” Conclude Airaudo.

 

Roma, 27 giugno 2017

 

 

Interrogazione:  Testo

VOUCHER: DECRETO GOVERNO UNA BUONA NOTIZIA, RISTABILITI I DIRITTI DEI LAVORATORI

 

 

 

Oggi è una buona giornata per i diritti nel lavoro. Il governo, smentendo se stesso, ha approvato il decreto che abolisce i voucher e interviene sugli appalti. Una buona notizia e una vittoria di quanti hanno voluto il referendum, a partire dalla Cgil. Ora è necessario adottare un nuovo strumento che contrattualizzi il lavoro occasionale per tornare nelle regole.

Giorgio

 

 

DL LAVORO AUTONOMO: BOCCIATURA EMENDAMENTO FOODORA CHE RICONOSCEVA DIRITTI A LAVORATORI GIG ECONOMY E’ ATTO GRAVE. PARLAMENTO HA PERSO OCCASIONE PER RESTARE IN SINTONIA CON IL LAVORO REALE

Bocciando l’emendamento di Sinistra Italiana sui rider/fattorini di Foodora, il Parlamento ha perso oggi un’occasione per dare una prima risposta ai tanti giovani, e non solo, che lavorano nella Gig Economy o come viene detto in maniera sbagliata, economia dei lavoretti perchè,  per loro, è un vero e proprio lavoro, per di più con tutte le caratteristiche di un lavoro subordinato.

Con la bocciatura del nostro emendamento questi lavoratori continueranno ad essere soli nella richiesta di maggiori diritti e un lavoro decente nonostante le tante dichiarazioni di solidarietà mediatiche ottenute trasversalmente nelle scorse settimane. Noi non li lasciamo soli presentando una proposta di legge che li riguarda.  La maggioranza e il Governo in nome dei piccoli passi arrivano in ritardo e male a riconoscere parziali diritti al lavoro autonomo, perdono l’occasione di sancire il diritto alla disconnessione e rimangono sordi e ciechi di fronte a quelli che sono i falsi lavori autonomi.

Giorgio

 

Intervento in Aula su emendamento per “diritto alla disconnessione”:

Intervento in Aula su emendamento per diritti lavoratori Foodora