LAVORATORI GIG ECONOMY DA FREELANCE O COLLABORATORI A DIPENDENTI Risoluzione di Sinistra Italiana-Possibile in commissione Lavoro

L’economia italiana è entrata nell’epoca caratterizzata dal dominio del digitale e accanto a nuove possibilità offerte nel mondo del lavoro si sono diffuse anche nuove pratiche di ipersfruttamento dei lavoratori. La Gig economy ne è la dimostrazione. L’esempio più clamoroso è quello di Foodora, società attiva nel servizio di consegna a domicilio mediante l’utilizzo di una piattaforma digitale. La crescita dei servizi prestati ai clienti ha di fatto diminuito i salari e le tutele dei lavoratori e pone un problema dell’inquadramento dei lavoratori della Gig economy.

Ho presentato una risoluzione in commissione Lavoro di Montecitorio che impegna il Governo ad assumere iniziative, anche normative, per definire un quadro di tutele e diritti per i lavoratori della Gig economy.

I fattorini e i promoter che lavorano per Foodora Italia o Deliveroo non sono dipendenti, prosegue Airaudo, ma liberi professionisti assunti con un contratto di collaborazione coordinata, senza nessun diritto a ferie, copertura per infortuni o malattie pagate. Quest’attività lavorativa, si colloca in una zona grigia tra il lavoro da freelance e quello da dipendente. E’ necessario intervenire per restituire dignità alle persone e al lavoro e contrastare l’idea che questo lavoro sia un modo di guadagnare andando in bici. Vanno introdotte misure di contrasto all’ultra precarietà di lavori con un livello di retribuzione troppo basso per permettere a un lavoratore di sopravvivere lavorando esclusivamente nella Gig economy. I contratti di lavoro della Gig economy, poiché si concretizzano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e con modalità di esecuzione organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro, vanno ricondotti alla disciplina del rapporto di lavoro subordinato. L’Italia in questi anni ha perso migliaia di posti di lavoro ed ha una disoccupazione giovanile altissima non può confinare intere generazioni tra disoccupazione e lavoro povero.

 

Giorgio

 

COMITAL DI VOLPIANO: INACCETTABILE LA CHIUSURA DELLO STABILIMENTO. NON DEVONO PAGARE I LAVORATORI L’INCAPACITA’ DI CHI HA GESTITO L’IMPRESA IN QUESTI ANNI. INTERROGAZIONE URGENTE IN PARLAMENTO

L’inatteso annuncio della chiusura dello stabilimento e il licenziamento collettivo dei 138 dipendenti della Comital di Volpiano con la messa in liquidazione volontaria della società va respinto. E’ inaccettabile che siano licenziati tutti i lavoratori da parte di un’azienda che ha prodotti e mercato, facendo pagare a chi lavora l’incapacità di chi ha gestito l’impresa in questi anni.

Nella prima metà di luglio tutti i lavoratori avevano già scioperato per tre giorni per sollecitare l’azienda a presentare un credibile piano industriale in grado di rilanciare l’attività produttiva, ma questo non era mai arrivato; La proprietà della Comital fino a due anni fa era di Corrado Ariaudo, che ha ceduto alla AEDI il ramo di attività della laminazione, conservando però la proprietà degli immobili industriali del sito di Volpiano e dei marchi Cuki, Domopack, Arifles, Fts.

La vendita del ramo d’impresa e ora la chiusura sono un tentativo dell’imprenditore di massimizzare il profitto con la vendita spacchettata dell’azienda e la volontà della nuova proprietà di trasferire in Francia o altrove la produzione a tutto danno e detrimento dell’economia italiana, del territorio di Volpiano e della distruzione dei posti di lavoro, delle competenze professionali e delle capacità produttive in un territorio che ha già pagato duramente la crisi di questi anni;

la Regione Piemonte già a giugno aveva dichiarato la propria disponibilità a mettere in campo gli strumenti a propria disposizione per salvaguardare i posti di lavoro e la produzione sul territorio, ma va revocata la decisione di chiudere l’azienda.

i lavoratori, riuniti in assemblea il 31 luglio, hanno deciso il presidio permanente dell’azienda per opporsi alla cessazione dell’attività e al licenziamento.

Ho presentato una interrogazione urgente al Ministro dello sviluppo economico al Ministro del lavoro per sapere quali iniziative intendano attivare per impedire la chiusura della Comital salvaguardando la produzione sul territorio di Volpiano, i posti di lavoro e impedendo il danneggiamento dell’economia italiana.

Giorgio

RICERCATRICE LICENZIATA: ON. GIORGIO AIRAUDO (SINISTRA ITALIANA), INTERROGAZIONE ALLA MINISTRA FEDELI. SERVONO TUTELE PER I PRECARI DELLA SCUOLA

comunicato stampa

“Barbara Dal Bello ha 37 anni, per 15 anni ha lavorato con diverse tipologie contrattuali per l’Università degli Studi di Torino. A maggio si è vista negare il rinnovo della borsa di studio da 1100 euro al mese perché incinta. Ormai diamo per scontato che per avere un lavoro si debba essere disposti a tutto, anche a rinunciare a fare un figlio”. Lo afferma il deputato di Sinistra Italiana Giorgio Airaudo.

“Nella vicenda di Barbara ci sono due diversi ordini di problemi: non si comprende perché l’Università di Torino non abbia cercato una soluzione per permetterle di conservare un contratto con mansione idonea al suo stato, risolvendo “semplicemente” il problema escludendola dal rinnovo, inoltre c’è l’idea che questo governo ha del lavoro e in particolare della Ricerca. In materia di occupazione, i giovani e le donne pagano il prezzo più alto, spesso giustificato strumentalmente attraverso la perdurante crisi economica. Ma in è in particolare nel nostro Paese che non si sono favorite idonee politiche finalizzate al superamento della disoccupazione giovanile e della discriminazione di genere. In sintesi, essere giovani, donne e in gravidanza determina nel 2017, ancora, esclusione. In tal senso, serve un intervento legislativo ampio che preveda tutele e maggiori garanzie anche ai precari della scuola” continua il deputato di sinistra Italiana.

“Per fare chiarezza e chiedere soluzione per Barbara e per chi come lei subisce le stesse discriminazioni, ho presentato una interrogazione urgente alla quale la Ministra Valeria Fedeli risponderà in Aula domani durante il Question Time delle ore 15” Conclude Airaudo.

 

Roma, 27 giugno 2017

 

 

Interrogazione:  Testo

VOUCHER: DECRETO GOVERNO UNA BUONA NOTIZIA, RISTABILITI I DIRITTI DEI LAVORATORI

 

 

 

Oggi è una buona giornata per i diritti nel lavoro. Il governo, smentendo se stesso, ha approvato il decreto che abolisce i voucher e interviene sugli appalti. Una buona notizia e una vittoria di quanti hanno voluto il referendum, a partire dalla Cgil. Ora è necessario adottare un nuovo strumento che contrattualizzi il lavoro occasionale per tornare nelle regole.

Giorgio

 

 

DL LAVORO AUTONOMO: BOCCIATURA EMENDAMENTO FOODORA CHE RICONOSCEVA DIRITTI A LAVORATORI GIG ECONOMY E’ ATTO GRAVE. PARLAMENTO HA PERSO OCCASIONE PER RESTARE IN SINTONIA CON IL LAVORO REALE

Bocciando l’emendamento di Sinistra Italiana sui rider/fattorini di Foodora, il Parlamento ha perso oggi un’occasione per dare una prima risposta ai tanti giovani, e non solo, che lavorano nella Gig Economy o come viene detto in maniera sbagliata, economia dei lavoretti perchè,  per loro, è un vero e proprio lavoro, per di più con tutte le caratteristiche di un lavoro subordinato.

Con la bocciatura del nostro emendamento questi lavoratori continueranno ad essere soli nella richiesta di maggiori diritti e un lavoro decente nonostante le tante dichiarazioni di solidarietà mediatiche ottenute trasversalmente nelle scorse settimane. Noi non li lasciamo soli presentando una proposta di legge che li riguarda.  La maggioranza e il Governo in nome dei piccoli passi arrivano in ritardo e male a riconoscere parziali diritti al lavoro autonomo, perdono l’occasione di sancire il diritto alla disconnessione e rimangono sordi e ciechi di fronte a quelli che sono i falsi lavori autonomi.

Giorgio

 

Intervento in Aula su emendamento per “diritto alla disconnessione”:

Intervento in Aula su emendamento per diritti lavoratori Foodora

 

FCA/FIAT: MARCHIONNE METTE IN STANDBY L’ITALIA TOGLIENDO A POMIGLIANO LA PRODUZIONE DELLA PANDA E IMMAGINANDO UN FUTURO DA “CARROZZIERI” CON ALFA E MASERATI PER GLI STABILIMENTI ITALIANI.

Sul futuro delle produzioni nel nostro Paese, a partire da quelle dello stabilimento di Pomigliano, preoccupano le parole di Marchionne oggi a Ginevra.

Dopo aver “esportato” Fiat/ FCA in USA e aver portato la sede legale e fiscale tra l’Olanda e la Gran  Bretagna pre Brexit, ora Marchionne vuole, togliendo  la Panda all’Italia e a Pomigliano, trasformare la ex Fiat Italiana da produttore generalista di autoveicoli ad una carrozzeria del lusso con tutti i rischi di volubilità dei volumi e del mercato tipici di queste nicchie.

Preoccupa ancora di più il silenzio del Governo sulle politiche industriali e occupazionali di FCA e sugli impegni per il nostro Paese.  Silenzio in perfetta continuità con i governi che li hanno preceduti. La  Fiat in Italia si visita prima delle elezioni. Lo hanno fatto sia Renzi che Monti, si accolgono le sue richieste e si va in America ad omaggiarli ma non si chiede mai nulla per i lavoratori italiani e per l’Italia.

Ricordo a Calenda e Gentiloni che l’automotive è un settore  strategico per il nostro Paese. In tutto il mondo i governi hanno svolto un ruolo fondamentale per salvaguardare le imprese nazionali e l’occupazione, solo l’Italia ha lasciato “fuggire” il proprio produttore e il lavoro. Basta con la codardìa!

Giorgio

 

 

VOUCHER: NECESSARIA ABOLIZIONE E NUOVO STRUMENTO CHE CONTRATTUALIZZI IL LAVORO OCCASIONALE. GOVERNO FISSI AL PIU’ PRESTO LA DATA DEL REFERENDUM.

I voucher sono uno degli strumenti che hanno impoverito il lavoro rendendo ancora più fragili e precari i giovani lavoratori e le fasce più deboli della nostra società. Hanno esteso la precarietà, le diseguaglianze e l’insicurezza sociale. Per questo non possono essere riformati e non bastano operazioni di correzione.

Il Parlamento li può abolire come chiesto da Sinistra Italiana, unica forza politica ad aver presentato una proposta abrogativa, o saranno gli italiani a farlo con il prossimo referendum.

Dopo il referendum è necessario creare un nuovo strumento che contrattualizzi il lavoro occasionale. Le altre proposte di legge di diversa regolamentazione dei voucher e/o di correzione sono più legate alla campagna elettorale o congressuali che agli interessi dei nuovi precari dei voucher.

Il governo rispetti i tanti cittadini che hanno chiesto il referendum sul lavoro e fissi al più presto la data per il voto referendario. Sinistra Italiana chiede da tempo l’unificazione in un election day del voto amministrativo con i referendum sociali promossi dalla CGIL.

Il governo è in ritardo.

Giorgio