TORINO, QUESTURA E COMUNE INADEGUATI NELLA GESTIONE DELL’ORDINE PUBBLICO: INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

 

Ieri sera a Torino è andata in scena da una parte la volontà della Sindaca Appendino di fare la prima della classe nell’applicazione del decreto Minniti/Orlando cercando così di far dimenticare ciò che è avvenuto Piazza San Carlo e dall’altra l’inadeguatezza nella gestione dell’ordine pubblico da parte della Questura che ha scelto di fare una prova di forza, inviando a Piazza Santa Giulia, per i controlli sull’ordinanza, una cinquantina di agenti con tanto di scudi antisommossa. Un mix che ha scatenato una escalation. Dopo i fatti di ieri e quelli di Piazza San Carlo dei giorni scorsi Minniti si occupi della sicurezza di Torino e di chi la deve garantire.

E’ assolutamente ferma la mia condanna per tutti gli atti violenti avvenuti ieri. Da un lato l’ordinanza della Sindaca Appendino applica in modo troppo solerte e rigido il decreto Minniti sulla gestione del decoro nei centri storici, dall’altro il modo in cui la Questura sta applicando l’ordinanza porta ad una somma di eccessi che rischiano di limitare le libertà dei cittadini. E’ assolutamente necessario un intervento per riportare la gestione nell’ambito di una logica di buon senso e non securitaria.

 interrogazione di Sinistra Italiana-Possibile a al Ministro Minniti 

Al Ministro dell’Interno – Per sapere – premesso che:

dopo i fatti di Torino durante la finale di Champions, la sindaca di Torino ha adottato un’ordinanza che dispone il divieto di vendita di alcolici e superalcolici da asporto, a partire dalle ore 20, nelle zone della movida di Torino;

la settimana scorsa nell’area di piazza Santa Giulia la presenza delle forze dell’ordine che effettuavano controlli sul rispetto dell’ordinanza era stata contestata;

lo stesso era accaduto nella notte tra sabato e domenica, ai Murazzi del Po, ad alcuni carabinieri che effettuavano controlli a venditori abusivi di bibite;

ieri sera, 20 giugno, invece, la Questura ha scelto di fare una grande prova di forza, inviando a Piazza Santa Giulia, per i controlli sull’ordinanza, una cinquantina di agenti con tanto di scudi antisommossa;

dopo due ore di presidio, accompagnato da qualche coro e piccole provocazioni cadute nel vuoto, gli agenti anti-sommossa sono andati via, lasciando però indietro un gruppo di poliziotti, tra cui la responsabile del commissariato.

A questo punto, secondo la cronaca riportata da La Stampa, la piazza si è coalizzata, la gente della movida si è saldata con i 20 ragazzi dei centri sociali che hanno contestato gli agenti;

che cosa scateni la piazza e la violenza è un mistero, aggiunge La Stampa. Fatto sta che i poliziotti rimasti a presidiare la piazza sono stati aggrediti e in un attimo sono ritornati gli agenti del reparto anti-sommossa le cui cariche hanno colpito indiscriminatamente manifestanti e avventori dei tanti locali della zona;

nel bar dove fanno l’aperitivo dei bimbi, ci sono mamme con i piccoli in braccio, papà che giocano e scherzano. Volano manganellate e la gente scappa. Sono dieci minuti di delirio. Che lasciano un tappeto di rottami;

la Stampa scrive che quella della piazza è stata una reazione isterica, che la gente è esasperata. E aggiunge che lo si è visto qualche attimo prima che gli agenti in I borghese fossero assaliti “quando dei ragazzi «normali» si sono messi ad urlare insulti e minacce in faccia ad una poliziotta senza divisa: «Vai via p…! Devi andare te via da qui, vai via»”;

ferma la condanna per tutti gli atti violenti, due dati sembrano emergere:

da un lato che l’ordinanza sindacale applica in modo solerte e rigido il decreto Minniti sulla gestione del decoro nei centri storici, dall’altro che il modo in cui la Questura sta applicando l’ordinanza sembra portare ad una somma di eccessi che rischia di limitare le libertà dei cittadini, che si traduce nel controllo dei documenti alla gente che entra nelle vie, che rischia di confondere la distribuzione illegale di alcool con quella delle regolari attività di commercio e ludico-ricreative, che porta alla prova di forza che si è verificata il 20 giugno provocando una decina di feriti, di cui quattro agenti-:

se ritenga che i fatti narrati facciano emergere una inadeguatezza nella gestione dell’ordine pubblico da parte della questura e la necessità di un intervento per riportarne la gestione nell’ambito di una logica di buon senso e non securitaria.

FIRME

Airaudo, Fratoianni, Marcon, Farina, Costantino, Paglia.

Licenziamento di Augustin Breda (Fiom – Electrolux). Interrogazione in Parlamento

Augustin Breda, dipendente dell’Electrolux di Susegana da 29 anni e storico leader della Fiom, ha subito un procedimento disciplinare all’esito del quale è stato oggetto di un licenziamento per abuso della legge 104;

secondo la multinazionale Electrolux avrebbe utilizzato in modo improprio i permessi per assistere un familiare disabile, una zia ultra 90enne, come avrebbe appurato un investigatore assoldato dall’azienda;

a nulla sono valse le difese e le argomentazioni presentate da Breda nel corso del procedimento disciplinare svoltosi nella sede di Unindustria: ha consegnato un paio di cartelle e riassunto a voce gli elementi che dimostrerebbero come tutti gli spostamenti e le commissioni effettuate nel periodo contestato fossero inerenti all’assistenza della parente e le ricostruzioni dell’aziende siano frutto di travisamento;

mentre nella sede di Unindustria Treviso era in corso il confronto tra Breda, assistito dagli avvocati della FIOM, e i rappresentanti dell’azienda, in piazza oltre 150 tute blu e sindacalisti di Susegana, ma anche di altre aziende e di altre sigle sindacali di base, manifestavano la propria solidarietà a Breda;

i colleghi hanno scioperato un’ora e 45 minuti per solidarietà. Secondo Paola Morandin, altra delegata Fiom, si calcola che l’80% degli operai di Susegana vi abbia aderito, mentre l’8 giugno i lavoratori hanno incrociato le braccia per quattro ore e lo sciopero coinvolgerà anche gli addetti di Forlì e Solaro;

il controllo «ad personam» di un sindacalista, se fosse confermato, acuirebbe lo scontro attorno alla vicenda;

secondo Paola Morandin, altra delegata Fiom, il procedimento contro Breda sarebbe stato finalizzato ad allontanarlo dall’azienda per impedire che possa ricandidarsi ed essere eletto alle elezioni per il rinnovo delle Rsu in programma l’8 luglio 2017;

Enrico Botter, segretario generale FIOM CGIL di Treviso, ha condannato il provvedimento assunto e le modalità adottate da Electrolux, annunciando che la Fiom di Treviso non darà il nulla osta al licenziamento;

le modalità adottate dall’azienda potrebbero configurarsi come comportamenti antisindacali;

Breda è stato il leader della delegazione sindacale interna all’Electrolux di Susegana e, insieme agli altri componenti, ha accompagnato il sindacato negli ultimi anni verso soluzioni positive e condivise delle emergenze che si rincorrevano, compresa quella della crisi e, quindi, della solidarietà;

se quest’anno Electrolux Susegana esce definitivamente dal tunnel, con 830 mila frigoriferi prodotti entro il 2017, il merito è anche dell’atteggiamento complessivo del sindacato, che ha alternato antagonismo e partecipazione per mediare i conflitti in azienda;

Breda era anche in prima fila nell’attività di controllo delle mansioni usuranti avviato con Medicina del Lavoro per la definizione delle malattie professionali, indispensabile per l’intervento dell’INAIL.

Abbiamo presentato un’interrogazione al Ministro del lavoro per sapere se non intenda intervenire nella vicenda di Augustin Breda, nell’ambito dei propri poteri e competenze, per accertare se il licenziamento sia frutto di condotta antisindacale da parte dell’Azienda Elettrolux e abbia motivazioni politiche.

 

Giorgio

INTERROGAZIONE AL MINISTRO DEL LAVORO SUL TRASFERIMENTO DEI LAVORATORI VODAFONE DI IVREA

Vodafone Italia S.p.a. è un’azienda che utilizza parecchie risorse per promuovere iniziative pubbliche e interne all’azienda a favore delle pari opportunità e contro ogni tipo di discriminazione e per dotarsi di un’autoregolamentazione etica; sul sito della società si può leggere “La parità di trattamento delle persone di Vodafone Italia si concretizza nel garantire, a partire dalla fase di selezione e in tutte le attività svolte, la non discriminazione per motivi di razza, sesso, nazionalità, orientamento sessuale, status sociale, apparenza fisica, religione e orientamento politico”; in tutte le sue sedi Vodafone ha gruppi di lavoro nei quali non solo i responsabili, ma gli stessi colleghi vivono e lavorano in nazioni diverse tra loro, incentiva il ricorso allo smart working, che è lo svolgimento del proprio lavoro al di fuori dell’ufficio e senza orari imposti, così da migliorare il bilanciamento tra lavoro e vita personale;

tuttavia, come riferiscono fonti sindacali e fonti stampa, nei mesi scorsi l’azienda ha deciso di trasferire 13 lavoratrici con mansioni di CDE nella sede di Milano. L’azienda ha poi deciso di trasferire da Ivrea a Milano altri 17 lavoratori;

l’annuncio dell’apertura di una procedura di trasferimento collettivo, la maggior parte donne, è stato dato dall’azienda nell’incontro con le organizzazioni sindacali di lunedì 29 maggio in Confindustria Canavese;

le persone da trasferire comprendono il gruppo che, a Ivrea, aveva promosso e vinto una causa contro l’esternalizzazione, 10 anni fa, di 914 lavoratori in tutta Italia verso Comdata Care. A questi, si aggiungono altri lavoratori definiti “parzialmente collegabili” cioè con esenzioni parziali per lavori alla risposta;

i lavoratori sulla sede di Ivrea che avevano promosso la causa avevano cominciato in 43 e in 17 avevano resistito fino alla fine. Tra questi, alcuni fanno riferimento al sindacato Cobas. Circa un anno fa, dopo il pronunciamento della magistratura, la multinazionale aveva dovuto reintegrare i lavoratori perché, per la sentenza dei giudici, gli effetti di quella cessione non c’erano mai stati;

così oggi il fatto che sia quel gruppo di lavoratori a dover andare a Milano, fa dire esplicitamente al coordinamento nazionale Cobas di Vodafone che si tratta di una discriminazione sia sotto il profilo delle persone che sotto il profilo del sindacato;

i sindacati hanno riferito, inoltre, che tra i lavoratori coinvolti, ci sono anche 4 lavoratrici con problemi di salute;

il sindacato Cobas ha già annunciato che impugnerà la procedura di trasferimento; lo stesso ha dichiarato la responsabile territoriale Slc-Cgil, e nel comunicato unitario delle segreterie si legge “E’ davvero inaccettabile che una multinazionale che produce utili considerevoli si accanisca contro i Lavoratori la cui unica colpa, se può esser considerata tale, è stata quella di portare avanti un proprio diritto soggettivo sino a vedersi riconosciuta la ragione da un tribunale di questo paese. Ora davvero la misura è colma”

Ho presentato una interrogazione al Ministro del Lavoro per sapere quali iniziative intenda assumere, per quanto di propria competenza,  al fine di verificare la conformità delle condotte indicate in premessa con la normativa lavoristica, le disposizioni in materia antidiscriminatoria e il diritto alla salute.

Giorgio

INTERROGAZIONE ALLA MINISTRA FEDELI SUL CASO DELLA RICERCATRICE LICENZIATA

Barbara Dal Bello ha 37 anni, per 15 anni ha lavorato con diverse tipologie contrattuali per l’Università degli Studi di Torino. A maggio si è vista negare il rinnovo della borsa di studio da 1100 euro al mese perché incinta. Ormai diamo per scontato che per avere un lavoro si debba essere disposti a tutto, anche a rinunciare a fare un figlio. Nella vicenda di Barbara ci sono due diversi ordini di problemi: non si comprende perché l’Università di Torino non abbia cercato una soluzione per permetterle di conservare un contratto con mansione idonea al suo stato risolvendo “semplicemente” il problema escludendola dal rinnovo, inoltre c’è l’idea che questo governo ha del lavoro e in particolare della Ricerca. Serve un intervento legislativo che garantisca tutele e maggiori garanzie anche ai precari della scuola. Per fare chiarezza e chiedere soluzione per Barbara e per chi come lei subisce le stesse discriminazioni, ho presentato una interrogazione urgente alla Ministra Valeria Fedeli.

Giorgio

 

Testo-interrogazione-ricercatrice licenziata

 

 

IL RIPRISTINO DELL’ART. 18 E’ BATTAGLIA PER I DIRITTI. SUI TEMI DEL LAVORO DISPONIBILI A LAVORARE IN PARLAMENTO CON ARTICOLO 1 – Mdp

 

Il ripristino del reintegro contro l’ingiusto licenziamento, ex Art.18 dello Statuto dei lavoratori, è una battaglia per ripristinare il valore del lavoro, dalla sua cancellazione i licenziamenti sono aumentati rafforzando la precarietà e generando insicurezza sociale.

La legge di iniziativa popolare “Carta dei diritti universali del lavoro” promossa dalla Cgil consente di rimettere al centro dell’agenda del Paese la ricostruzione della certezza dei diritti dei lavoratori. Dopo la cancellazione dei voucher, sui temi del lavoro, già a partire dai prossimi provvedimenti siamo disponibili ad un lavoro comune con Articolo 1- Mdp, per incalzare il governo Gentiloni su un nuovo art. 18, su nuove pensioni che distinguano i lavori nell’accesso al requisito, su una legge sulla rappresentanza e sul diritto di voto alle lavoratrici e ai lavoratori.

Dopo anni in cui si sono cancellati diritti è ora di restituire rappresentanza e diritti al lavoro.

Giorgio

DA RENZI AI 5 STELLE STESSA RICETTA CONTRO I SINDACATI. LA RAPPRESENTANZA DEI LAVORATORI DEVE ESSERE LIBERA E INDIPENDENTE.

 

Colpisce che chi pensa di andare a governare senta il dovere di prendere a schiaffi i sindacati. Da Renzi al M5S per accreditarsi verso “chi conta”, la ricetta sembra essere sempre la stessa: colpire le organizzazioni sindacali colpevoli di rappresentare gli interessi dei lavoratori. Altro che incrostazioni.

Il sindacato può e deve rinnovarsi, ma non  perché lo decide un governo o una forza politica. I sindacati non hanno bisogno di rieducatori di governo. La rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici deve essere libera e indipendente.

Giorgio

COMMISSIONE LAVORO APPROVI LA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE CGIL “CARTA DEI DIRITTI UNIVERSALI”

 

Oggi si è tenuto un incontro informale della Commissione Lavoro di Montecitorio con la segreteria nazionale della CGIL guidata dal segretario generale Susanna Camusso, per preparare l’avvio della discussione sulla legge d’iniziativa popolare “Carta dei diritti universali del lavoro”.

La legge di iniziativa popolare per un nuovo Statuto dei lavoratori promossa dalla CGIL consente di rimettere al centro dell’agenda del Paese la ricostruzione dei diritti dei lavoratori. Diritti che sono stati cancellati dall’abolizione dell’art. 18 che ha aumentato i licenziamenti, dalla precarietà che ha generato insicurezza sociale fino all’impossibilità di agire il contenzioso giudiziario da parte dei lavoratori.

E’ necessario un nuovo Statuto dei lavoratori e non va smarrita la lotta alla precarietà.

Giorgio

PERSONALE PULIZIE MOLINETTE: INTERROGAZIONE AL GOVERNO SULLE RESPONSABILITA’ DI DUSSMANN CHE TAGLIANDO L’ORARIO TAGLIA SALARI E DIRITTI

 

La Dussmann, azienda tedesca che a Torino ha vinto l’appalto per i servizi di pulizia, sanificazione e logistica presso la Asl To 1 e la Città della salute, ha deciso in maniera unilaterale di proporre una riduzione del 33 per cento delle ore di lavoro,   in questo modo le lavoratrici e i  lavoratori scenderanno sotto le venti ore,  perdendo oltre alla relativa retribuzione, il diritto al bonus Renzi degli 80 euro nonché  agli assegni familiari.

Emerge con drammaticità la questione di garanzie efficaci per le lavoratrici e i lavoratori laddove si verifichino subentri di aziende vincitrici di appalti pubblici che, come nel caso dell’azienda  Dussmannprocedono come primo atto a richieste di riduzione di orari di lavoro e di conseguenza delle retribuzioni, con evidenti contraccolpi anche sui servizi prestati, in questo caso negli ospedali pubblici relativi a  servizi di pulizia, sanificazione e logistica.

L’Azienda ha fatto presente che ha presentato un’offerta nel pieno rispetto del capitolato di gara e con parametri economici in linea con quanto previsto dai prezzi di riferimento ANAC che, come previsto dalla legge 11/2011, non sono superabili.  Questo il punto dirimente della questione: non può essere ammissibile che appalti siano assegnati avendo già come punto centrale parametri economici che portano sicuramente a ricadute pesanti sui lavoratori dei servizi ospedalieri e sui cittadini.

Il Governo convochi l’azienda Dussmann. E’ necessario ed urgente intervenire anche legislativamente per garantire i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici nei casi di appalti dei servizi, a partire dalla piena tutela dell’occupazione, del mantenimento dell’orario di lavoro e della retribuzione.

Giorgio

 

 

Roma, 31 marzo 2017

VOUCHER: DECRETO GOVERNO UNA BUONA NOTIZIA, RISTABILITI I DIRITTI DEI LAVORATORI

 

 

 

Oggi è una buona giornata per i diritti nel lavoro. Il governo, smentendo se stesso, ha approvato il decreto che abolisce i voucher e interviene sugli appalti. Una buona notizia e una vittoria di quanti hanno voluto il referendum, a partire dalla Cgil. Ora è necessario adottare un nuovo strumento che contrattualizzi il lavoro occasionale per tornare nelle regole.

Giorgio