FCA/FIAT: MARCHIONNE METTE IN STANDBY L’ITALIA TOGLIENDO A POMIGLIANO LA PRODUZIONE DELLA PANDA E IMMAGINANDO UN FUTURO DA “CARROZZIERI” CON ALFA E MASERATI PER GLI STABILIMENTI ITALIANI.

Sul futuro delle produzioni nel nostro Paese, a partire da quelle dello stabilimento di Pomigliano, preoccupano le parole di Marchionne oggi a Ginevra.

Dopo aver “esportato” Fiat/ FCA in USA e aver portato la sede legale e fiscale tra l’Olanda e la Gran  Bretagna pre Brexit, ora Marchionne vuole, togliendo  la Panda all’Italia e a Pomigliano, trasformare la ex Fiat Italiana da produttore generalista di autoveicoli ad una carrozzeria del lusso con tutti i rischi di volubilità dei volumi e del mercato tipici di queste nicchie.

Preoccupa ancora di più il silenzio del Governo sulle politiche industriali e occupazionali di FCA e sugli impegni per il nostro Paese.  Silenzio in perfetta continuità con i governi che li hanno preceduti. La  Fiat in Italia si visita prima delle elezioni. Lo hanno fatto sia Renzi che Monti, si accolgono le sue richieste e si va in America ad omaggiarli ma non si chiede mai nulla per i lavoratori italiani e per l’Italia.

Ricordo a Calenda e Gentiloni che l’automotive è un settore  strategico per il nostro Paese. In tutto il mondo i governi hanno svolto un ruolo fondamentale per salvaguardare le imprese nazionali e l’occupazione, solo l’Italia ha lasciato “fuggire” il proprio produttore e il lavoro. Basta con la codardìa!

Giorgio