LA RISPOSTA DELLA MINISTRA FEDELI SULLA RICERCATRICE PRECARIA SENZA RINNOVO DEL CONTRATTO PERCHE’ INCINTA LASCIA APERTO IL PROBLEMA

 

La risposta della ministra FedelI durante il mio Question Time sul caso della ricercatrice precaria che, dopo 15 anni di contratti con il dipartimento di Agraria di Grugliasco (TO), si è vista non rinnovare il contratto in ragione del suo stato di gravidanza,  lascia aperto il problema. Il caso della Dott.ssa Dal Bello necessità però di una risposta perché è un caso clamoroso. Dopo 15 anni di contratti di varie tipologie si potevano trovare nell’ambito del dipartimento soluzioni compatibili che non contrastavano con lo sviluppo e l’evoluzione della gravidanza. Non è pensabile che dopo 15 anni di precariato una ricercatrice perché donna e perché mette al mondo un figlio venga penalizzata, se anche le norme lo consentono l’etica non dovrebbe consentirlo. Io credo che si debba fare di questo caso, e della sua soluzione, un modello per dare una soluzione strutturale al precariato nei nostri atenei. Ormai intere generazioni di giovani, e non più giovani, stanno tenendo in vita e in piedi l’università italiana. E lo stanno facendo con nessuna possibilità di carriera e bassissimi riconoscimenti economici. Questo Paese ha un debito verso questi giovani. E’ necessario accelerare e andare verso un piano conclusivo di stabilizzazione dei precari della conoscenza. La conoscenza, le competenze e la professionalità di questi precari non possono essere buttate alle ortiche. Invece questo Paese li lascia soli e li abbandona.

Giorgio

 

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