LA RIPRESA DELL’OCCUPAZIONE E’ BASATA SUL LAVORO PRECARIO, LEGGENDA CHE JOBS ACT PORTI NUOVO LAVORO STABILE

La narrazione del PD dice che l’occupazione cresce per le riforme, ma finiti gli incentivi il Jobs Act si è  sgonfiato nel precariato che voleva combattete.
Ad ogni nuovo dato positivo dell’Istat partono le sirene del PD per dire che va tutto bene, che il lavoro c’è, che la riforma del Jobs Act funziona, che il Paese è uscito dalla crisi. Peccato però che si leggano i dati solo in superficie e non in profondità come si dovrebbe. Perché leggendo bene i dati si scopre che aumentano l’occupazione femminile, i dipendenti a termine, picco storico a 2,69 milioni, mentre risultato stabili i dipendenti a tempo indeterminato e cresce la stima degli inattivi. Una ripresa occupazione basata sul lavoro precario.
E’ sempre un bene l’aumento dell’occupazione quando buona, stabile e non precaria. I dati  di oggi si muovono solo grazie all’aumento dei  dipendenti a termine, in prevalenza over 50, mentre rimane sempre allarmante il tasso di disoccupazione giovanile. In questo quadro c’è poco da stare sereni perché in realtà, finiti gli incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato, il Jobs Act non crea  posti stabili, ma  è  un altra macchina di precarietà.
Giorgio