OPERAIO MORTO A MIRAFIORI, PRESENTATA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Il 9 ottobre 2017 nell’area Drosso della Fiat Mirafiori è morto un operaio, dipendente della Villanova, società incaricata della movimentazione dei materiali e delle vetture nello scalo ferroviario interno di FCA.

Si tratta dell’ennesimo incidente mortale che coinvolge un lavoratore di una ditta esterna che svolge attività negli stabilimenti di FCA, a poche ore dal richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alle aziende che impongono ai lavoratori condizioni di sicurezza molto al di sotto degli standard.

«É inconcepibile che tra le vittime di infortunio sul lavoro ci siano ragazzi giovanissimi» ha detto in un messaggio all’associazione delle vittime degli infortuni del lavoro (Anmil).

Nella sola giornata del 9 ottobre, da Nord a Sud, la strage del lavoro ha fatto per 4 vittime (oltre al manovratore conto-terzista della Fiat di Mirafiori a Torino, 2 morti nell’Agrigentino e 1 nella provincia di Ascoli Piceno) e due feriti in provincia di Bergamo e di Verona;

Questa tragica e «inconcepibile» statistica vede – sino ad agosto 2017– 421.969 infortuni, di cui 682 infortuni mortali già denunciati rispetto al 2016.

L’Inail registra che l’aumento degli infortuni è di oltre il 5% nel primo semestre 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016 e, particolarmente grave, un aumento di oltre il 10% degli infortuni mortali nel comparto dell’industria e dei servizi.

il Segretario della Fiom Cgil Torino, Federico Bellono, ha dichiarato che “Con la parziale ripresa dell’attività in molti stabilimenti metalmeccanici riprende a crescere anche il drammatico bilancio degli infortuni. Troppo spesso vittime di gravissimi episodi come quello di oggi sono lavoratori delle ditte esterne, degli appalti e dei subappalti: dal collaudatore morto sulla pista di Balocco due anni fa al manutentore folgorato a Mirafiori a gennaio fino al manovratore deceduto oggi. Tutto questo è inaccettabile. Vanno accertate al più presto le responsabilità ed aumentati i controlli sulla sicurezza”.

Oltre alle responsabilità dell’azienda per cui lavorava l’operaio di Torino, è chiaro che quando si parla di appalti, oltre alla necessità di più controlli, bisogna ricondurre al committente, in questo caso FCA, la responsabilità di ciò che avviene nelle ditte appaltatrici: occorre salvaguardare la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori presenti nel sito, dai lavoratori dipendenti di FCA ai soci lavoratori della cooperativa in subappalto perché non è scaricando sull’anello più debole della catena e comprimendo i costi sulla sicurezza che le aziende sane competono sul mercato.

in situazioni come questa sarebbe necessario che i lavoratori possano avere come rifermento i Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza di Sito che, su un tema così importante, superino la frammentazione delle attività lavorative.

Ho presentato un’interrogazione al Ministro del lavoro per sapere quali iniziative intenda intraprendere per ottenere che i lavoratori di ditte appaltatrici e sub-appaltatrici possano, in materia di salute e sicurezza, avere come riferimento i Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza di Sito, superando la frammentazione delle attività lavorative e riconducendo al committente, nel caso in premesso la FCA, la responsabilità di ciò che avviene nelle ditte appaltatrici.

Giorgio