INTERROGAZIONE ALLA MINISTRA FEDELI SUL CASO DELLA RICERCATRICE LICENZIATA

Barbara Dal Bello ha 37 anni, per 15 anni ha lavorato con diverse tipologie contrattuali per l’Università degli Studi di Torino. A maggio si è vista negare il rinnovo della borsa di studio da 1100 euro al mese perché incinta. Ormai diamo per scontato che per avere un lavoro si debba essere disposti a tutto, anche a rinunciare a fare un figlio. Nella vicenda di Barbara ci sono due diversi ordini di problemi: non si comprende perché l’Università di Torino non abbia cercato una soluzione per permetterle di conservare un contratto con mansione idonea al suo stato risolvendo “semplicemente” il problema escludendola dal rinnovo, inoltre c’è l’idea che questo governo ha del lavoro e in particolare della Ricerca. Serve un intervento legislativo che garantisca tutele e maggiori garanzie anche ai precari della scuola. Per fare chiarezza e chiedere soluzione per Barbara e per chi come lei subisce le stesse discriminazioni, ho presentato una interrogazione urgente alla Ministra Valeria Fedeli.

Giorgio

 

Testo-interrogazione-ricercatrice licenziata

 

 

IL RIPRISTINO DELL’ART. 18 E’ BATTAGLIA PER I DIRITTI. SUI TEMI DEL LAVORO DISPONIBILI A LAVORARE IN PARLAMENTO CON ARTICOLO 1 – Mdp

 

Il ripristino del reintegro contro l’ingiusto licenziamento, ex Art.18 dello Statuto dei lavoratori, è una battaglia per ripristinare il valore del lavoro, dalla sua cancellazione i licenziamenti sono aumentati rafforzando la precarietà e generando insicurezza sociale.

La legge di iniziativa popolare “Carta dei diritti universali del lavoro” promossa dalla Cgil consente di rimettere al centro dell’agenda del Paese la ricostruzione della certezza dei diritti dei lavoratori. Dopo la cancellazione dei voucher, sui temi del lavoro, già a partire dai prossimi provvedimenti siamo disponibili ad un lavoro comune con Articolo 1- Mdp, per incalzare il governo Gentiloni su un nuovo art. 18, su nuove pensioni che distinguano i lavori nell’accesso al requisito, su una legge sulla rappresentanza e sul diritto di voto alle lavoratrici e ai lavoratori.

Dopo anni in cui si sono cancellati diritti è ora di restituire rappresentanza e diritti al lavoro.

Giorgio

DA RENZI AI 5 STELLE STESSA RICETTA CONTRO I SINDACATI. LA RAPPRESENTANZA DEI LAVORATORI DEVE ESSERE LIBERA E INDIPENDENTE.

 

Colpisce che chi pensa di andare a governare senta il dovere di prendere a schiaffi i sindacati. Da Renzi al M5S per accreditarsi verso “chi conta”, la ricetta sembra essere sempre la stessa: colpire le organizzazioni sindacali colpevoli di rappresentare gli interessi dei lavoratori. Altro che incrostazioni.

Il sindacato può e deve rinnovarsi, ma non  perché lo decide un governo o una forza politica. I sindacati non hanno bisogno di rieducatori di governo. La rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici deve essere libera e indipendente.

Giorgio

COMMISSIONE LAVORO APPROVI LA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE CGIL “CARTA DEI DIRITTI UNIVERSALI”

 

Oggi si è tenuto un incontro informale della Commissione Lavoro di Montecitorio con la segreteria nazionale della CGIL guidata dal segretario generale Susanna Camusso, per preparare l’avvio della discussione sulla legge d’iniziativa popolare “Carta dei diritti universali del lavoro”.

La legge di iniziativa popolare per un nuovo Statuto dei lavoratori promossa dalla CGIL consente di rimettere al centro dell’agenda del Paese la ricostruzione dei diritti dei lavoratori. Diritti che sono stati cancellati dall’abolizione dell’art. 18 che ha aumentato i licenziamenti, dalla precarietà che ha generato insicurezza sociale fino all’impossibilità di agire il contenzioso giudiziario da parte dei lavoratori.

E’ necessario un nuovo Statuto dei lavoratori e non va smarrita la lotta alla precarietà.

Giorgio

PERSONALE PULIZIE MOLINETTE: INTERROGAZIONE AL GOVERNO SULLE RESPONSABILITA’ DI DUSSMANN CHE TAGLIANDO L’ORARIO TAGLIA SALARI E DIRITTI

 

La Dussmann, azienda tedesca che a Torino ha vinto l’appalto per i servizi di pulizia, sanificazione e logistica presso la Asl To 1 e la Città della salute, ha deciso in maniera unilaterale di proporre una riduzione del 33 per cento delle ore di lavoro,   in questo modo le lavoratrici e i  lavoratori scenderanno sotto le venti ore,  perdendo oltre alla relativa retribuzione, il diritto al bonus Renzi degli 80 euro nonché  agli assegni familiari.

Emerge con drammaticità la questione di garanzie efficaci per le lavoratrici e i lavoratori laddove si verifichino subentri di aziende vincitrici di appalti pubblici che, come nel caso dell’azienda  Dussmannprocedono come primo atto a richieste di riduzione di orari di lavoro e di conseguenza delle retribuzioni, con evidenti contraccolpi anche sui servizi prestati, in questo caso negli ospedali pubblici relativi a  servizi di pulizia, sanificazione e logistica.

L’Azienda ha fatto presente che ha presentato un’offerta nel pieno rispetto del capitolato di gara e con parametri economici in linea con quanto previsto dai prezzi di riferimento ANAC che, come previsto dalla legge 11/2011, non sono superabili.  Questo il punto dirimente della questione: non può essere ammissibile che appalti siano assegnati avendo già come punto centrale parametri economici che portano sicuramente a ricadute pesanti sui lavoratori dei servizi ospedalieri e sui cittadini.

Il Governo convochi l’azienda Dussmann. E’ necessario ed urgente intervenire anche legislativamente per garantire i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici nei casi di appalti dei servizi, a partire dalla piena tutela dell’occupazione, del mantenimento dell’orario di lavoro e della retribuzione.

Giorgio

 

 

Roma, 31 marzo 2017

VOUCHER: DECRETO GOVERNO UNA BUONA NOTIZIA, RISTABILITI I DIRITTI DEI LAVORATORI

 

 

 

Oggi è una buona giornata per i diritti nel lavoro. Il governo, smentendo se stesso, ha approvato il decreto che abolisce i voucher e interviene sugli appalti. Una buona notizia e una vittoria di quanti hanno voluto il referendum, a partire dalla Cgil. Ora è necessario adottare un nuovo strumento che contrattualizzi il lavoro occasionale per tornare nelle regole.

Giorgio

 

 

DL LAVORO AUTONOMO: BOCCIATURA EMENDAMENTO FOODORA CHE RICONOSCEVA DIRITTI A LAVORATORI GIG ECONOMY E’ ATTO GRAVE. PARLAMENTO HA PERSO OCCASIONE PER RESTARE IN SINTONIA CON IL LAVORO REALE

Bocciando l’emendamento di Sinistra Italiana sui rider/fattorini di Foodora, il Parlamento ha perso oggi un’occasione per dare una prima risposta ai tanti giovani, e non solo, che lavorano nella Gig Economy o come viene detto in maniera sbagliata, economia dei lavoretti perchè,  per loro, è un vero e proprio lavoro, per di più con tutte le caratteristiche di un lavoro subordinato.

Con la bocciatura del nostro emendamento questi lavoratori continueranno ad essere soli nella richiesta di maggiori diritti e un lavoro decente nonostante le tante dichiarazioni di solidarietà mediatiche ottenute trasversalmente nelle scorse settimane. Noi non li lasciamo soli presentando una proposta di legge che li riguarda.  La maggioranza e il Governo in nome dei piccoli passi arrivano in ritardo e male a riconoscere parziali diritti al lavoro autonomo, perdono l’occasione di sancire il diritto alla disconnessione e rimangono sordi e ciechi di fronte a quelli che sono i falsi lavori autonomi.

Giorgio

 

Intervento in Aula su emendamento per “diritto alla disconnessione”:

Intervento in Aula su emendamento per diritti lavoratori Foodora

 

FOODORA: MAGGIORANZA E GOVERNO APPROVINO EMENDAMENTO DI SINISTRA ITALIANA PER DARE DIRITTI AI LAVORATORI DI FOODORA E DELLA GIG ECONOMY

La maggioranza e il governo approvino l’emendamento di Sinistra Italiana al DL sul lavoro autonomo e flessibile che riconosce diritti ai lavoratori di Foodora e a tutti quei giovani incastrati nella GIG economy, o economia dei lavoretti. Una prima parziale risposta a chi vive la precarietà del lavoro e del reddito.

Anche in Italia si sono diffuse nuove pratiche che hanno sfruttato l’evoluzione tecnologica stravolgendo il lavoro autonomo al fine di accrescere le diseguaglianze e sfruttare il lavoro.

Accanto alla crescita dei servizi prestati ai clienti è cresciuta la diminuzione di salario e di tutele nei confronti dei lavoratori. Questi lavoratori non hanno quindi alcun diritto a ferie, copertura per infortuni o malattie pagate. L’approvazione del nostro emendamento è un modo concreto e tempestivo per contrastare il caporalato digitale e l’ultra precarietà di un lavoro con un livello di retribuzione troppo basso e senza diritti.

Giorgio

Roma, 8 marzo 2017

FCA/FIAT: MARCHIONNE METTE IN STANDBY L’ITALIA TOGLIENDO A POMIGLIANO LA PRODUZIONE DELLA PANDA E IMMAGINANDO UN FUTURO DA “CARROZZIERI” CON ALFA E MASERATI PER GLI STABILIMENTI ITALIANI.

Sul futuro delle produzioni nel nostro Paese, a partire da quelle dello stabilimento di Pomigliano, preoccupano le parole di Marchionne oggi a Ginevra.

Dopo aver “esportato” Fiat/ FCA in USA e aver portato la sede legale e fiscale tra l’Olanda e la Gran  Bretagna pre Brexit, ora Marchionne vuole, togliendo  la Panda all’Italia e a Pomigliano, trasformare la ex Fiat Italiana da produttore generalista di autoveicoli ad una carrozzeria del lusso con tutti i rischi di volubilità dei volumi e del mercato tipici di queste nicchie.

Preoccupa ancora di più il silenzio del Governo sulle politiche industriali e occupazionali di FCA e sugli impegni per il nostro Paese.  Silenzio in perfetta continuità con i governi che li hanno preceduti. La  Fiat in Italia si visita prima delle elezioni. Lo hanno fatto sia Renzi che Monti, si accolgono le sue richieste e si va in America ad omaggiarli ma non si chiede mai nulla per i lavoratori italiani e per l’Italia.

Ricordo a Calenda e Gentiloni che l’automotive è un settore  strategico per il nostro Paese. In tutto il mondo i governi hanno svolto un ruolo fondamentale per salvaguardare le imprese nazionali e l’occupazione, solo l’Italia ha lasciato “fuggire” il proprio produttore e il lavoro. Basta con la codardìa!

Giorgio